La casa dei sogni
Peppe Cassese
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Cinquanta bamboni
la tengono in cielo
la casa dei sogni
non sembra ma è vero
tremila le stanze
trecento le porte
tra nuvole e vento
col naso all’insù.
Trasporta bambini
dispersi e perduti
di tutte le razze
dall’odio tessuti
con gli occhi cuciti
le mani legate
lasciati e smarriti
dall’uomo quaggiù.
Dai tanti colori
brillanti e vivaci
le stanze lucenti
serene e capaci
di dare alla vita
quel giusto sapore
e chi si addormenta
non sogna mai più.
Si gioca si ride
si corre si impazza
la gioia la trovi
pur dentro una tazza
con prati e giardini
ridenti e fioriti
soltanto una lingua
che grida il suo blu.
E’ un regno felice
racchiude certezze
il bello in cornice
tra baci e carezze
sorrisi e un gran sole
un cielo asservito
la casa dei sogni
guardate è lassù!
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Mina Cappussi11 giugno 2017
Peppe Cassese ci sorprende ancora, con questa lirica che profuma di sogni e zucchero filato, che racconta di una casa dei sogni tenuta in cielo da cinquanta palloncini. Nella bellezza delle meraviglie che la casa riserva, il poeta riserva un posto a “bambini dispersi e perduti, di tutte le razze, dall’odio tessuti, con gli occhi cuciti, le mani legate, lasciati e smarriti dall’uomo quaggiù”. Un riferimento forte, duro, terribile, all’assurdità delle guerre, all’ignominia delle violenze. Ma è una parentesi, per regalare ali di luce ad un sogno di “colori brillanti e vivaci”, di “stanze lucenti”, “prati e giardini ridenti e fioriti, con l’eccezione di una “lingua che grida il suo blu”

