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Fiabe 9 giugno 2017 · lettura 1 min · 2741 letture

La casa dei sogni

Peppe Cassese 2168 poesie pubblicate
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Cinquanta bamboni la tengono in cielo la casa dei sogni non sembra ma è vero tremila le stanze trecento le porte tra nuvole e vento col naso all’insù. Trasporta bambini dispersi e perduti di tutte le razze dall’odio tessuti con gli occhi cuciti le mani legate lasciati e smarriti dall’uomo quaggiù. Dai tanti colori brillanti e vivaci le stanze lucenti serene e capaci di dare alla vita quel giusto sapore e chi si addormenta non sogna mai più. Si gioca si ride si corre si impazza la gioia la trovi pur dentro una tazza con prati e giardini ridenti e fioriti soltanto una lingua che grida il suo blu. E’ un regno felice racchiude certezze il bello in cornice tra baci e carezze sorrisi e un gran sole un cielo asservito la casa dei sogni guardate è lassù!
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Commenti (1)

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Mina Cappussi11 giugno 2017

Peppe Cassese ci sorprende ancora, con questa lirica che profuma di sogni e zucchero filato, che racconta di una casa dei sogni tenuta in cielo da cinquanta palloncini. Nella bellezza delle meraviglie che la casa riserva, il poeta riserva un posto a “bambini dispersi e perduti, di tutte le razze, dall’odio tessuti, con gli occhi cuciti, le mani legate, lasciati e smarriti dall’uomo quaggiù”. Un riferimento forte, duro, terribile, all’assurdità delle guerre, all’ignominia delle violenze. Ma è una parentesi, per regalare ali di luce ad un sogno di “colori brillanti e vivaci”, di “stanze lucenti”, “prati e giardini ridenti e fioriti, con l’eccezione di una “lingua che grida il suo blu”