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Introspezione 11 giugno 2017 · lettura 4 min · 847 letture

Patetica, ovvero Un'Ombra

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Un'ombra un dì sorgeva vagabonda tra i faggi di una foresta di spine, e verso la montagna erse, e salìa, e più volte scomparve, apparve... pria tra gli spini, poi pe' freddi torrenti, come uno spettro da un sepolcro inquieto, o il famelico grido di una lupa che a caccia muove nella Notte cupa. Era inumana e tetra e in manto avvolta, esile forse, magra più di un osso, Furia tacente che gridava alla Luna mute bestemmie di Morte e päura, Ecate bruta di Vita spettrale; e la civetta schiudeva le sue ale e il cielo minacciava la Tempesta. Questa è la fola che oggi mi racconta il crepuscolo lungo questo vespro, e questi denti titanici e nivei delle Alpi intorno, e queste arrossite aure che pingono co' il sangue delle rose le estive nubi, all'infinito, e sempre, seguendo il cerchio d'un mondo di ventre ovunque incinto di Vita e di Morte, sì che ogni Èsser già spento nasce. Oh Sorte! Oh feto fraudolento e mentitore! Così alzo gli occhi al cielo, e cerco il cuore di questa madre che indarno alimenta la mia infanzia... la mia gioventù, il senso, la vecchiaiä, le vene destinate a nascere bambine in una bara con il solletico osceno de' i vermi. E poi si aggiunge quest'oro del Sole che va a dormire oltre le nubi- viole, donde qua e là rimangono frammenti quasi d'Icone ghiacciate di Russia... e questa tinta mi infonde tristezza, come una pena di scoprìr che fia, dove vada e trascorre, se dimani tornerà, se mai sarò sveglio o vivo per rivederla. Oh fatale Mistero! Ma, cuor, non scorgi laggiù nella selva l'ombra di cui hai sentito nel racconto?... Non è che una fanciulla che raccoglie gli ultimi mazzolini di fior svegli, che delicatamente allaccia al collo i nastri del cappello, e mi sorride. Ma, cuor, non scorgi laggiù nella selva l'ombra di cui hai sentito nel racconto?... Non è che un Sogno che ti inganna e trema, la pröiettata sete di un disio di insano Amore, frattanto che i nuvoli precipitano oltre quest'orizzonte nell'aër rilasciando scie di dardi da lì schioccati infuocati di Fato. Ma, cuor, non scorgi laggiù nella selva l'ombra di cui hai sentito nel racconto?... Inquietudine immensa del Vivente, Incubo che avvelena ore notturne... guarda! Non giace nulla nel boschetto, se non il grillo che canta tra le erbe. S'allontana! E la Notte seppellisce con essa ogni altra ombra fuggente e folle. Follia e sapienza, tenebra e chiarezza, Vero e menzogna, Inferno e Dio confòndensi tra loro, i Sogni con la Rëaltà, le Madonnine delle pievi a' i ghigni osceni degli amanti che si mòrmorano nascostamente quasi per nascondersi alla voce di Dio che ansioso 'l cerca. Allora universalmente ora diluviano le onde furiose della Notte fonda, e nel buio mare il cielo - tutto - affonda, inchiodandomi brividi di fiotti per l'ossa della schiena, e senza motti comprensibili, or sorgono chimere che danzano la ridda d'un gran Sàbbath. Si accendono le lanterne, e un deserto per le vie regna confuso al Silenzio. Un altro giorno è passato e non torna. Ho päura della Notte, e son solo ad affrontare le aride menzogne de' i Sogni miei. Ombra! Ti rivedrò?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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