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Impressioni 12 giugno 2017 · lettura 1 min · 1419 letture

Dialetto

Giovanni Ghione 507 poesie pubblicate
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Dove si son nascoste le radici di suoni canti e modi di dire con consonanti non si può capire e un tvb non basta dici e non dici ci voglion per dar voce le vocali in proverbi col tempo maturati preziosi luoghi dove sono nati con canzoni ritmate da corali tu che svanisci ad ogni istante non si può dire altro in sonetto con la forza pari ad un gigante e quando ti ritrovo ho rispetto sussurra la tua brezza penetrante per quello che mi dai grato dialetto.
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L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Commenti (4)

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carla composto12 giugno 2017

bella lirica che regala spicchi d'impressioni che si hanno nel leggere in dialetto ...le nostre origini ritrovate e mai perse... originale e bela lirica apprezzamento

A
Antonio Terracciano12 giugno 2017

In questa interessante e delicata poesia, il Ghione (già distintosi più volte nel sito per la sua eccelsa produzione in ligure) mette giustamente in rilievo che i dialetti sono capaci di esprimere sfumature di senso che mancano alle lingue nazionali. Del resto, come non si vive di solo pane, così non si può vivere solamente di dialetti e, per il funzionamento decente degli Stati moderni, occorre a volte, con poca pietà, "ucciderli" ufficialmente (la Francia fu forse la prima nazione al mondo a fare la guerra, già dal Seicento, ai suoi numerosi dialetti, col risultato che ora la francofonia è in tutto il mondo pressoché identica, con notevoli vantaggi per la reciproca comprensione, anche se il francese talvolta può sembrare poco spontaneo) .

Sara Acireale12 giugno 2017

Ha dimostrato il bravo Poeta, con le sue poesie in vernacolo, che si possono esprimere i sentimenti in modo meraviglioso... Sono quattro quartine e due terzine molto ben rimate per esprimere la bellezza dei versi scritti in dialetto. Forse è così perché io che non so scrivere in vernacolo mi sento un poco monca per ciò che concerne la Poesia ma, come afferma Terracciano, non si può scrivere sempre in dialetto ed è da prediligere la lingua nazionale per essere agevolmente capiti da tutti...

Il dialetto è come i primi passi, quando si inizia a camminare, non si scorda più il meccanismo... stessa cosa succede per chi impara a parlare in dialetto, ancor prima di una lingua. In effetti, chi impara prima il dialetto, pensa anche in dialetto. A quanto pare, anche un dialetto rafforza le capacità cognitive. Complimenti al poeta!