All'ombra del faggio
alias Marina Pacifici
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Eccomi, Amico mio, lungo il sentiero di rugiada
a visitare sulle orme della memoria
che non cede al nulla d'ogni giorno
all'ombra del faggio
il tuo riposo.
Brilla radioso il sole nel mattino d'oro dintorno
e tu sei con me
ovunque io vada.
S'inseguono in ceruleo ricamo le rondini
e tra i ricordi struggenti che tornano al cuore
tu voli prima di loro
nella selva che conosce il canto d'infinite solitudini.
E rivedo il tuo musetto biondo,
proteso in uno sguardo d'amore, dolcezza e dedizione,
profondo come il mare
e d'improvviso in una lacrima,
l'emozione annebbia la tua immagine,
mi ritrovo a naufragare.
Perché dirupa il tempo che delude, muta e ci divide
ma nel cuore di chi ama non passa
la ferita bruciante del rimpianto che stride.
Così in un mattino come tanti
in questa festa di nostalgia
pensando a te, Amico caro,
brindo ai nostri migliori anni
trascorsi fianco a fianco,
oscurati da una sorte cinica e proterva
di una vita amara prodiga d'inganni
che soltanto mestizia e disincanto mi riserva.
©
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