Rumori di fondo
Giovanni Perri
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Prima viene il pensiero, l'accumulo dentro:
la parola che pesa milioni di ipotesi e avanza un suo piano segreto:
sapere che dentro c'è un arrivo;
poi rompere l'aria, sentire i rumori di fondo: come se tutto fosse da verificare:
girare i corpi, colmare, combinare: finire risucchiato in una gioia selvatica.
Comincia così l'inganno di scrittura: felicità insaputa di bagatti senza nessuna meta,
senza neanche una guida che indichi il fiato, la vecchia cucitura.
E la parola sale, da bocche antiche, s'aggrava,
per ogni filo d'aria e saliva e tiene insieme i morti, i vivi, gli dà casa: reato,
indizio di salvezza.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
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poeta per te zaza17 giugno 2017
Il potente e poetico messaggio dice questo: quando veniamo folgorati dai nostri versi spesso è un inganno, dovuto alla gioia selvatica di scrivere che comunque tutti abbiamo. Ma, senza "una guida che indichi il fiato, la vecchia cucitura" dentro di noi, si completa un inganno che non tutti sanno vedere ma si è compiuto.

