Odio la parola FINE
Antonio Interlandi
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Maledetta “fine”,
possiede qualcosa di definitivo,
parola che annienta la speranza
anche quando ti senti ancora vivo,
anche quando, stanco, ti guardi indietro e misuri la distanza.
Preferisco le parentesi,
tonde, quadre o graffe,
passaggi che possono essere aperti e richiusi
in un’infinita equazione,
in un’uguaglianza ed alternanza di valori
tra quello che hai donato e ciò che riavrai.
No, non deve finire adesso,
non è tempo di salutare,
ci sarà solo un intervallo,
il tempo di rammentare
e poi sotto con il nuovo ballo.
©
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L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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