I sette mondi

Il primo per accendere i tuoi occhi
rapiti da una notte e la paura
che soffre tra le mani e non ti cura
nel giro inappagato dei balocchi.
Il secondo gran figlio di pidocchi
alla scoperta della nuova arsura
si accende per un niente e la tortura
si piega su suoi miseri ginocchi.
Il terzo non pretende che invenzioni
col quarto già proteso alle occasioni
che il quinto spiega ad est del mio bisogno
col sesto che si affida al vecchio sogno
volendo dare al settimo il passaggio
che brucia dentro il cielo il suo coraggio
con tutta la passione e l’abbondanza
di un sole che mi illumina la stanza.
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