La costellazione del dopo
Bruno Leopardi
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e con il sorriso di chi vola
le disse:
"vorrei, vorrei che io e te,
noi due, una vita sola..."
Poi mise al dito suo, un piccolo anello:
luce che abbaglia quasi più d’una stella,
però a brillar nel buio erano gli occhi suoi:
lì davanti a lui, lei, emozionata e bella.
Le sussurrò all’orecchio: mi vuoi sposare?
Lei gli rispose si, col battito in gola,
poi s’abbracciarono forte, cuore nel cuore
mentre da quelle bocche tremolanti
quasi non uscì, neanche una parola.
Ed è quell’attimo lì
che scaccia via ogni timore,
quell’attimo lì,
che blocca la polvere della clessidra
perché lo sai,
davanti al sogno grande di un Amore,
la vita va oltre e ferma, il tempo della vita.
È adesso,
è adesso il tempo della vita
è adesso, è ora che comincia la storia
un po’ in discesa e molta, molta salita
e un giorno poi, scrigno nella loro memoria.
Ed io da qui,
lo benedico quest’Amore:
grappoli d’uva ancora a maturare,
zucchero e miele a lenire il cuore
e,
uno spiegarsi d’ali che imparano a volare.
Che resti per la vita com’è ora
e l’accompagni sempre primavera,
con dentro al cuore, calda e lunga estate,
e intorno a loro, che sia così com’era.
Che non rinunci mai ad essere puro,
che dia e faccia del bene, scavalcando il muro
di chi si contrappone con la sua tristezza,
all’essere felici della loro giovinezza.
Amarsi è: essere sempre accanto,
è: vivere con tenerezza ogni momento,
amarsi è: nella buona e cattiva sorte,
è: vita viva che urla, contro la morte.
Per tutto questo io,
vi chiedo di amare tanto
e tutti, fortemente,
ma prima degli altri,
amare per primi voi
sempre.
Smisuratamente.
©
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Bruno Leopardi
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