Cattiveria
Anna Rossi
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Taci vecchio
mi dai noia...
Vuoi la pala?
Non se ne ne parla,
te l'ho portata
poco fa...
ora te la fai addosso.
Mi hai stufato,
vuoi girarti?
E la mia schiena?
Quelli come te
dovrebbero morire,
danno impaccio
al quieto vivere.
Ti lamenti? Hai dolore?
Ti faccio un bel calmante
così non rompi per ore.
Immobile, smarrito
si guarda attorno
e pensa...
Povero te
se non muori prima,
proverai la tua stessa cattiveria
e diverrai un serpente
che si morde la coda.
©
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L'autore
Anna Rossi
Commenti (4)
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Annamaria Gennaioli20 giugno 2017
La vecchiaia non è una malattia ma fa parte della vita. Uno stato che cambia giorno per giorno e tutti cambiamo. Oggi siamo giovani ma il tempo passa in fretta ed è già domani. Una poesia, quasi un urlo, ma per fortuna non tutti sono così.
Lara20 giugno 2017
Squallidi personaggi che nel mondo della sanità non dovrebbero mai entrare, ma purtroppo ci entrano eccome. La cattiveria degli imbecilli che pensano di non invecchiare mai!
Claretta Frau20 giugno 2017
Questa poesia la dice lunga sulla cattiveria umana ma anche sul fatto che il male come un bumerang prima o poi ritorna indietro.
carla composto21 giugno 2017
gente che non dovrebbe ricoprire certi posti... privi di umanità e di buon senso una verità che rispecchia il socilae complimenti ed apprezzamenti aalla poetessa




