Il Mio Orgoglio
Giuseppe Buro
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Ho appeso il mio orgoglio alla mia incoscienza
non impedii alla sua bellezza effimera di implorare
il flusso dei detriti, scalciare rabbiosa indifferenza
dell’umano esistere, crudo e sottomesso.
Bruciava tra le sue gambe la mia illusione,
quando appesi come cieco il disagio ricevuto,
dissanguava incredula il misero destino. Come
scatola cinese.
Si era spento il misero destino, non capivo
del destino, non sapevo dell’amore, assaggiai
quel sapore, ricevetti una carezza fino a che
ebbi contezza, poi lasciai l’universo.
Non smettevo di pensare non riuscivo
a dimenticare, fusi polvere di stelle immagini
e significati, mentre tu eri nel vuoto, ora
respira pure i miei versi che non son solo parole.
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Giuseppe Buro
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