Mio cammino

Piegato al peso degli stenti
mio cammino, tu mi appari
dalla vita arso, come paglia al sole
ma so per certo, si che lo so
che ad ogni pioggia amica
tu risorgi e riappari
come neve di Marzo, sui campi
lieto evento di novizia
dove la speranza di un sonno
ormai sopita,
si perdeva nelle correnti
di questo nostro male
di un inutile e lungo canto
che diventò lamento, sirena
di un oblio immane, consueto
volgi il viso al sole, o mio giardino
scaldano i giorni le tue chimere
e l'erba oggi è silenziosa, e appare
come languida carezza al vento
e al cuore.
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Commenti (1)
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Elena Poldan30 giugno 2017
Una malinconia gravata dal peso di avversità che si continua a reggere. Lieve e delicata, pur col suo carico.
