Stupido amplesso
Maledetta notte
stupida attesa
tra sonno e veglia
il pensiero di te
mi scada
m'inquieta.
T'insinui
in ogni parte di me
in ogni angolo nascosto
e mi avvolgo come un verme
tra le lenzuola
che fumano di brace.
Il cuore si vergogna
e tace.
Ti chiamo
gemendo parole senza senso
la pelle fatica
a trattener la carne
e si arroventa
come scalpello sulla forgia.
Agito le mani
cervello intorpidito
leggera brezza
mitiga il mio fuoco.
All'improvviso
cascata di piacere
sussulti, scatti, convulsioni,
neve calda
si scioglie sul mio ventre
residui nelle dita.
Si quieta l'animale
mi rilasso
senza il tuo profumo
e solo con me stesso.
Maledetta notte,
stupido amplesso.
©
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