Chauffeur e sommelier

Baldo ventenne, fresco di patente,
ma ancor non possedeva alcun volante,
con l’ottimismo dell’età sua verde
progresso intravvedeva, ancor latente.
E in quell’agosto desolato e caldo
a lui, preso in odiate e acerbe ferie
implume vedovella si rivolse
che aveva una vettura, e non guidava.
Chiedendo dietro mancia a ciò adeguata,
con la vettura di chi più non c’era
condurre la volesse al cimitero ...
E lui la scorazzò, per più d’un mese.
Quando lei giunta al cippo del marito,
in accorato pianto l’invocava,
l’imbarazzato giovine confuso,
per discrezion, da lei s’allontanava.
Girando i pressi delle tombe intorno:
nuove cappelle e tombe in costruzione
murari attrezzi, e qua e là evidenti,
vari eran segni di ristorazione ...
E subito notò quella bottiglia
di vino, con il tappo sigillato:
il primo giorno la guardò soltanto,
però il secondo, la volle annusare ...
Poi vinta pian pianin la diffidenza,
quel vin compiva il ciclo suo vitale,
tornando un sorso al giorno a madre terra:
“Era un buon vin!” Mi confidò quel tale.
E con messaggio poi, lasciato in loco,
con stima, d’elisir tracciò le lodi;
e in calce ad esso il nome suo non pose,
ma di chi avea bevuto un dì passato.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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