Quando raggiungerò il tempo della solitudine

Avrò scarpe nuove di tela indiana,
perché io possa muovermi agevolmente,
raggiungendo stadi lontani
e remote stagioni di fragole.
Parlerò il sancrito antico,
perché possa essere riconosciuto
quando muoverò le labbra nel silenzio
come una cantilena amara del vento
tra le fronde.
Mi basterà aprire il mio respiro,
per raccontare il sogno
e della mia dimensione del non esistere,
aiutare i guerrieri feriti nei campi di battaglia,
curare le donne dal seno squarciato,
senza lasciarmi andare alla commiserazione,
anzi riuscire a dare la parte di me
che offro come dono d'amore.
Ci saranno altri giorni?
I momenti?, l'eternità?
Ci saranno ancora gli attimi che muoiono
e rinascono?
Piccola farfalla,
con ali distese in un volo senza vita,
dove basta un giorno o un attimo
per soccombere.
Mi basterà uno zaino,
e disperdere i sassi per non smarrire la via,
il sale e la memoria marina,
da trasportare in una bottiglia,
affinché io sia ricordo senza rimpianto.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (2)
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Antonella Garzonio2 luglio 2017
Testo amaro e triste dell'amore perduto dal quale emerge la disponibilità ad accettare una nuova condizione di solitudine. Anche i momenti felici lasciano cicatrici e rimpianti messi alla rinfusa dentro uno zaino portato sulle spalle verso nuovi e sconosciuti lidi.
carla composto2 luglio 2017
in un momento di solitudine cercare in ogni modo di non perdersi cercar di ritrovare la strada testo tristemente bello ed apprezzato plauso sincero bella opera


