A respirare il cielo
Marina Lolli
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Sciogliete le mie braccia da questo nero abbraccio
che dissennato alle mie labbra ha tolto il fiato.
Sciogliete le mie morte mani
che gemono e si torcono
in questo sonno nel quale immota giaccio.
Toglietemi di dosso questa pelle,
perché il mio corpo ha voglia di volare,
e la mia testa piena di silenzi
or più che mai è pronta ad ascoltare
suoni e parole svaniti ormai da tempo.
Pesante è questa terra,
e dura
come un macigno a sé mi tiene ancora
ma cade il velo, e il cielo in me respira,
e carne ancora a ricoprir le ossa.
Nel nuovo corpo uscito dalla fossa
infine vivo ancora,
e canto al sole e al giorno
per questa ambita vita che ancora in me dimora.
©
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L'autore
Marina Lolli
Sono nata a Roma il 3 /10/1961,sposata e madre di tre figli, ho un diploma di tecnico dei servizi sociali , e lavoro per i servizi sociali di roma occupandomi di adulti e bambini affetti da disabilita’ psicomotorie, di anziani affetti da alzheimer e non. Il mio lavoro mi porta a vivere il disagio e il dolore ,ma anch
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