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Ribellione 4 luglio 2017 · lettura 2 min · 1377 letture

Sudor mal pagado

Franca Merighi 500 poesie pubblicate
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Tu frente empapada de sudor igual que tu cuerpo tan cansado la garganta que te quema, deseando un chorro de agua fresca para calmar pronto ese ardor... Pero no te puedes ir, no es la hora de dejar el trabajo y descansar, los tomates maduros no pueden esperar y las cestas vacías hay que llenar, nada te salva de la fatiga abrumadora Pocas monedas al final de la jornada pocos céntimos que no alcanzan para nada, tienes deseos de ir de vuelta a tu país, Pero ¿quién te paga el viaje de regreso? hay que robar, ¿Y si te meten preso? ¡No importa, nadie se va a preocupar por ti! SUDORE MAL PAGATO La tua fronte madida di sudore come il tuo corpo tanto stanco, la gola che ti brucia desiderando un getto d'acqua fresca per calmare presto quell'arsura Ma non te ne puoi andare, non è l'ora di lasciare il lavoro e riposare, i pomodori maturi non possono aspettare e i cesti vuoti bisogna riempire, niente ti salva dalla fatica stremante Poche monete alla fine della giornata, pochi centesimi che non bastano a niente, Hai voglia di tornare al tuo paese Ma chi te lo paga il viaggio di ritorno? Bisogna rubare, e se ti mettono in galera? Non importa, nessuno si preoccuperà per te!
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Commenti (2)

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Alberto De Matteis4 luglio 2017

Una denuncia pacata ma decisa che la brava e sensibile Autrice fa contro lo sfruttamento e la misera paga per tanto sudore. Trattasi di un sudore mal pagato, come viene detto espressamente nel titolo di questa poesia. Ed allora che fare? Ritornare nel proprio paese? E i soldi? Un interrogativo senza risposta. Sono versi questi che dovrebbero far riflettere soprattutto coloro ai quali spetta la difesa e la tutela della cosa pubblica.

Sara Acireale4 luglio 2017

Una poesia di denuncia sociale che condivido in toto. Molti stranieri vengono in Italia pensando di trovare la salvezza e invece trovano sfruttamento e disperazione. Sono costretti a lavorare molte ore al giorno sotto un sole cocente... Molti di loro vorrebbero andarsene, magari ritornare al loro paese d'origine ma non se lo possono permettere, non hanno i soldi per il viaggio. Che tristezza!