Passione e fedeltà
Il mio tormento è un ululo
che primavera disperde,
tra gli aghi salmastri dei pini.
Giovinezza è tardi.
Seppure, non lontano, solo ieri,
è venuta da me una donna,
nel cui sorriso ancora mi specchio,
per dissetarmi d’amore,
alla sua verde sorgente.
Ma è tardi.
Finirà anche la passione della carne,
che l’anima trascolora, di luce in buio
di letizie e inganni
di piaceri trionfanti,
sulle marmoree cosce, scrigno d’essenze,
che schiudono un fondo, tenue,
d’avorio e di perle,
delirante d’orgasmi
e sereni abbandoni,
grama gioia,
in divino addensarsi di pene.
In questi spazi d’effimera luce,
ho traversato nel vuoto di nubi e torrenti,
paludati ossari di tronchi,
per scoprire nella corteccia degli anni,
che solo tu sei venuta a cercarmi
in tutti gli angoli del mondo,
a disegnare l’ordine istantaneo del mio cielo,
rivelandomi che ero entrato in te,
perdendomi nella tua carne,
fino a quando non giungerà
la fiamma celeste dell’eternità.
©
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