La parte di un volto
Se mai, da un
giorno fra tempi lontani
miglia di passi come raccontano, rupestri, i fili
lineari- a volte curvi- degli
antichi, che forse ne capivano a sufficienza,
solo nelle coltri di
solitudine- gratificante- corro,
smuovo i sassi, i solchi
che aratri millenari non saprebbero
graficamente imitare,
scappo
da masse assassine, e
le vedo dai denti affilati e le macchie
di sangue sporche. Si sa
che non molto ormai vi è di distinguibile, se
il pulito scompare, e
rincorrono le mie impronte, ma che
sinfonia
armonia, nel
saltare gole tanto fonde
ricolme di caduti
cadaveri non troppo
coraggiosi.
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