Urlare
Che voglia di scappare,
che voglia di sparire.
Che voglia di arrampicarmi,
su quella cima,
e da lassù urlare,
urlare
urlare
la mia rabbia,
la mia angoscia,
fin quando anche l'eco
si stancherà di rispondermi,
fin quando la montagna
mi chiederà il silenzio,
fin quando gli ultimi
romantici passerotti
saranno fuggiti
straziati dall'urlo
di un uomo spaccato
di un uomo tradito
di un uomo ferito, smarrito.
Povero uomo,
non ti resta che urlare,
non mi resta che urlare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Fippo2
Ciao...credo sia impossibile che qualcuno possa avere interesse a leggere la mia "biografia", comunque vi dirò alcune cose così cercherete di capire come mai scrivo così... Sono un uomo di 50 anni....separato...padre....amo terribilmente i miei figli, amo terribilmente la vita, amo terribilmente l'amore e quando amo a
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
E
Edark5 novembre 2007
straziante dolore quello del poeta tradito compresso da qualcosa... da qualcuno il suo unico sfogo è l'atto dell'urlare l'attto piu' semplice ma piu' forte piu' diretto ottima poesia dal tono drammatico
