Fame ferale

Già pregusti gli artigli dentro la carne
aquila fiera in attesa della preda,
delle tue scuse per uccidere non so che farne
Non credere sia la tua pietà che io chieda
Ma la tua fame è così insaziabile
pura avidità e così cruda ingordigia
assassina seriale e inarrestabile,
del sangue la tua brama, e la tua cupidigia...
Più di tutto il tuo sguardo cieco mi strazia
con il senso della fine che dentro mi lascia.
Quel vederti misera, cupa e mai sazia
mi annichilisce, al suolo duro mi accascia
belva feroce accanita e insoddisfatta
ti accontenti dei resti putridi di una vita
e pensi sia la totale, umana disfatta
mentre tu sola, parassita, ne esci avvilita!
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L'autore
Sabyr
Amo la poesia e l'arte...tutto ciò che esprime emozione...Mia nonna era poetessa e credo di avere ereditato da lei questa passione...Amo il mistero e tutto ciò che non è banale e scontato. Non amo parlare di me. Spero lo facciano le mie poesie...lì metto tutto quel che sono, la mia forza, la mia fragilità, i sogni, gli
Commenti (1)
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romeo cantoni10 luglio 2017
...Una metafora straordinaria della cruda realtà della vita...; versi duri ma che raggiungono il fondo dell'anima... difficile non provare forti emozioni ...; plauso alla Poetessa.