Ligustro
Mi verso
a strappare un germoglio,
tra tanti;
sfioro il boccio
e guardo la tragedia
che si compie
in un grido senza voce.
Con il dolore
di un Dio annoiato,
lo scaglio in un vicino orticello.
Forse è il sussurro
del giorno afoso,
forse il tocco dell'aria
che mi nebbia lo sguardo:
un piccolo vortice sembra alzarsi,
per un attimo
appare portar con sé
il corpo mutilato del Ligustro.
Come vorrei
che il mondo sbiadito
non mi riportasse
alla solita realtà!
Ma in questi caldi silenzi,
rimane soltanto il germoglio
che il vento ormai non smuove.
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L'autore
Davide Bellucci
Sono uno studente di fisica al primo anno, che ama la ricerca del vero. La poesia per me è una passione che va e viene, come l'ispirazione, come la musica e la stessa fisica.
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