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Sociale 16 luglio 2017 · lettura 1 min · 1357 letture

Il gioco dell’estate

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Giuliano Esse 433 poesie pubblicate
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La macchia non si vede è sotto il petto non molto grande ed ha una forma strana nera di fumo grigioblu antracite il resto è bianco latte a pelo corto. Padri ne ho tanti mamma sconosciuta nessuno pedigree di razza mista oppure arcobaleno a tempo pieno. Tanti con me figli abbandonati in autostrada in città in campagna il gioco dell’estate a quattro zampe mentre tu al mare a farti rosolare. Un attimo si apre la portiera un lancio e via e buonanotte al secchio è il gioco dell’estate usato vecchio.
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Commenti (1)

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Rosetta Sacchi27 luglio 2017

Molto originale questa poesia. La macchia dell’indifferenza qui si fa invisibile, strana, nascosta. Parla di fretta, noncuranza, abbandono. E ciò accade soprattutto d’estate quando per la nostra vacanza, relax, serenità, che sono sì un nostro sacrosanto diritto, siamo capaci di passare su tutto e tutti. Di abbandonare i nostri amici a quattro zampe, di trascurare i nostri figli, di depositare i genitori anziani e malati come fossero pacchi postali e partire tanquillamente. A tutto ciò mi fanno pensare i versi dell’autore. Un gioco, si sembra un gioco… che si ripete uguale nel tempo, d’estate, ma in effetti non lo è.