Il gioco dell’estate

La macchia non si vede
è sotto il petto
non molto grande
ed ha una forma strana
nera di fumo
grigioblu antracite
il resto è bianco latte
a pelo corto.
Padri ne ho tanti
mamma sconosciuta
nessuno pedigree
di razza mista
oppure arcobaleno
a tempo pieno.
Tanti con me
figli abbandonati
in autostrada
in città in campagna
il gioco dell’estate
a quattro zampe
mentre tu al mare
a farti rosolare.
Un attimo
si apre la portiera
un lancio e via
e buonanotte al secchio
è il gioco dell’estate
usato vecchio.
©
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Commenti (1)
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Rosetta Sacchi27 luglio 2017
Molto originale questa poesia. La macchia dell’indifferenza qui si fa invisibile, strana, nascosta. Parla di fretta, noncuranza, abbandono. E ciò accade soprattutto d’estate quando per la nostra vacanza, relax, serenità, che sono sì un nostro sacrosanto diritto, siamo capaci di passare su tutto e tutti. Di abbandonare i nostri amici a quattro zampe, di trascurare i nostri figli, di depositare i genitori anziani e malati come fossero pacchi postali e partire tanquillamente. A tutto ciò mi fanno pensare i versi dell’autore. Un gioco, si sembra un gioco… che si ripete uguale nel tempo, d’estate, ma in effetti non lo è.
