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Satira 20 luglio 2017 · lettura 1 min · 1313 letture

Oca

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Divergente lingua di un alterco ben assestato, eco di un rimbrotto poco gentile. Starnazza come una papera impertinente, increspando le piume l'irriverente. Spalleggiata dal docil galletto sbraita inviperita, in ossequio gracillante al verso da gallina fin troppo accomodante. Tira su col petto prima di scoprire la sillaba gracchiante di acuti soverchianti, tali da sollevar l'attenzione dei curiosi al fine accorsi da più parti. Incespica con le parole, balbettando la rabbia inesauribile. Caccia fuori l'urlo stridente tale da far balzar per lo spavento, a rischio di un mancamento. Tutto è suo e le appartiene, ma con la zampa allunga troppo l'unghia e finisce per artigliar se stessa che poco o nulla stringe per troppa invidia.
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Il verso da oca ricalca bene la strafottenza di certe persone che, disprezzando gli altri con insulti, finiscono per mostrare di sé il lato peggiore, diventano un esempio negativo non certo da emulare. Così si nutrono della propria ignoranza che accrescono giorno per giorno!

L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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