Oca
Daniela Dessì
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Divergente lingua
di un alterco ben assestato,
eco di un rimbrotto
poco gentile.
Starnazza come una papera impertinente,
increspando le piume l'irriverente.
Spalleggiata dal docil galletto
sbraita inviperita,
in ossequio gracillante al verso da gallina
fin troppo accomodante.
Tira su col petto
prima di scoprire la sillaba gracchiante
di acuti soverchianti,
tali da sollevar l'attenzione dei curiosi
al fine accorsi da più parti.
Incespica con le parole,
balbettando la rabbia inesauribile.
Caccia fuori l'urlo stridente
tale da far balzar per lo spavento,
a rischio di un mancamento.
Tutto è suo e le appartiene,
ma con la zampa allunga troppo l'unghia
e finisce per artigliar se stessa
che poco o nulla stringe
per troppa invidia.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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