Umida di piaceri
massimo turbi
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ti chiusi in un battito di lingua
gli orifizi umettati di piaceri ancestrali
inseguendo con le dita bagnate dalla saliva
gl'intrecciati appetiti peccaminosi
nel sentirti presa dalla virilità perversa
gridando poi parole sconce
-che gli angeli del brama fecero finta
di non sentire -
e ubriachi noi di primordiali sfizi
ci rotolammo fra le lenzuola odorose di vento
con assidua veemenza bevvi
le colature dal monte di venere
che zampillava di umori linfatici dal gusto
or dolce or salato
come un torrente impetuoso montano
beandomi di quella succosa vitale essenza
giocammo a perdifiato buttando via il tempo alle nostre spalle,
gioiosi nel sentirsi discepoli dell'amore
amandoti in tante posizioni strane
come se fossimo equilibristi
dell'amorevole sesso tantrico.
e sfiniti noi abbracciati come la luna
e le sue stelle
consapevoli di essere avvolti dalla bramosia
di una vita di baci al cuor
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massimo turbi
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