Estratto di una lettera alla morte
Cristiano De Marchi
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"...quindi questo è tutto,
quel tutto che d'immaginazione vive.
Ora, seduto accanto al placido suono di una fotografia,
rivivo il tempo perso quasi per caso,
il bagaglio che porto è pesante per la vita
leggero per la morte.
Quanto sei strana,
talvolta diventi un punto
altre volte un punto e virgola
e poi tre punti...
una sospensione!
Hai sempre vinto,
illusoria macchina traditrice
e divento fedifrago
meschino esempio di quel che speravi.
Quindi chiedo,
che senso ha per il tuo Dio
dar vita all'eterno amore
finché morte non lo separi?"
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L'autore
Cristiano De Marchi
Commenti (2)
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carla composto30 luglio 2017
impressioni forti lirica incisiva a bella un gialogo che arriva al cuore di chi legge... bei versi chiusa magisrale elogio
Marinella Fois30 luglio 2017
Versi che coinvolgono, specie se si è vissuto un lutto.


