Due occhi
Che gioia sarebbe
se qualcosa si rovesciasse.
Se la lingua inaridisse
e gli occhi parlassero;
l'ipocrisia seppellita
senza l'onore delle armi.
Occhi puri,
incorrotti dalla bocca.
Palpebre immuni
da ogni infezione.
Messaggi captati
in religioso silenzio.
Lunghi e interminabili
discorsi
si alzerebbero trionfanti
sul ciarliero mormorio.
Occhi fissi,
sganciati dall'imperio facciale,
saprebbero ridere,
senza arrestarsi.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano3 agosto 2017
Se ho ben compreso, il poeta, con significativi e ben strutturati versi liberi, fa un sogno che anche a me, forse proprio perché sono un linguista e conosco piuttosto bene i trucchi e gli inganni del linguaggio umano, capita ogni tanto di fare: ci capiremmo meglio ed in modo certamente più essenziale se fossero gli occhi, anziché le bocche, a parlare, se ci avvicinassimo all'autentico linguaggio, semplice e diretto, degli "specchi dell'anima"! E alla fine, sembra sostenere il poeta, il messaggio principale sarebbe forse quello di una benefica risata da opporre alle molte volte finte seriosità dei nostri mondi di parole...