Me
Sono più cieco
di un cieco che crede di vedere,
ora cerco ancora di passar le tenebre.
Custodisce vita la mia cassa toracica.
esaudisce con le dita il mio io
poeta interno alla ferita aperta,
mi chiudo sotto la coperta,
quello che ho visto me lo son
tenuto stretto custodito pure questo
dentro al petto ormai trafitto
dalle mille frecce, dalle vostre mille facce,
raggruppati in gregge, fecce della terra,
animali rari ma come gli stercorari
raccogliamo merda e seminiamo guerra.
Appoggio il gomito alla gamba e con la
mano mi sorreggo il capo.
Cos'è che non funziona? forse lo stato
della materia o chi si prende tutto il materiale,
ciò che è stato secolare ho imparato
che si può ancora spezzare
a volte conviene riaggiustare
A volte conviene lasciar stare.
"Che fai per caso mediti?"
Certo che lo faccio, oltre i miei limiti
ci vado presto guidato dal mio sesto
senso, senti l'odore dell'incenso.
Dentro i suoi occhi appiccare incendio.
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Commenti (1)
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Giuseppina Di Noia6 agosto 2017
A volte conviene come fenice rinascere dalle proprie ceneri, e invertire definitivamente il circolo che si crea, raccogliere merda e seminare fiori. Del resto è vero, che il fiore più bello nasce dalle avversità...toccante.
