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Riflessioni 7 agosto 2017 · lettura 2 min · 2086 letture

Dio del lago

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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L’argento cade dagli occhi del deserto, il blu che il mondo disegna, il confine dei samurai delle nuvole, e l’argento è caduto e cade come piombo nelle tasche vuote e bucate del silenzio, tra i suoi ululati e il suo vento, tra i suoi capelli e quelli spenti del sole. E la luna scivolò via anche lei come una guerriera, silente come il tuono che non ha rumore, se non un’eco lieve nella gola tra i ramoscelli e i nidi delle dèe. Si addormentò tra i sogni degli uomini, stretta alle cosce degli alberi, tra i respiri delle donne, e anche la neve sonnecchiava tra i loro corpi, un alito spezzato dallo stupore, dove l’Incubo si fermò per guardarla, lupo ed angelo in quella stessa sembianza, e prese la sua maschera. L’Incubo, temuto e imbarazzato, crudele e timido, camminò scalzo per baciarla, dove il bianco soffice incontrò il telo del suo mantello abbandonato, il nero che spaventa i bimbi, e riprese il suo volto, il muso sconosciuto di un curioso viaggiatore, ed un bacio, eppure non riuscì a darle, agli occhi di lei, lattea dama dei segreti scritti sui mignoli delle foglie, fermo come il vecchio salice che promise le sue figlie in sposa al dio del lago.
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Picture: Art of Franck Dion

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (2)

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Francesco Rossi7 agosto 2017

Una composizione particolare dove la riflessione accompagna il lettore in un misticismo che si avvicina al paganesimo.

Maria Grazia Vai9 agosto 2017

...e volerne ancora, e ancora, e ancora. Arrivare alla fine del sentiero e voler camminare ancora, trattenendo il fiato fino a farsi scoppiare il petto. Quell'emozione di poter camminare altri sentieri, altri luoghi di poesia che Giorgia ben conosce... e ci regala ogni volta.