Una brezza marina di melodie
Ricordo anni fa ... ad occhi chiusi, assaporavo quella brezza marina,
leggera come una piuma che scende
lanciata dall'alto di un abisso.
Lenta mi carezzava le guance e il corpo,
con prudenza sfiorava anche il nastro che nei capelli avevo avvolto.
Incurante del silenzio,
mi cullavo nelle note melodiose
che la brezza componeva a contatto con la pelle,
come un tintinnio di particelle.
"Ascolta", dicevo, "questo suono cadenzato ...
non è il mare o l'onda che si infrange,
è un afflato che ti avvolge e cattura,
è un'armonia che cancella ogni bruttura".
Ma mio figlio non la sentiva la melodia,
nel liquido protetto
si crogiolava nel diletto,
con capriole mi trasmetteva affetto
ed io, ferma sulla riva sola all'imbrunire,
lo sfioravo con le dita
nella curva tondeggiante della vita.
Ricordo ancora, mentre gli parlavo con la mente,
per la prima volta un'intuizione mi aveva rasserenato realmente!
Come quella carezza interminabile
su una spiaggia svuotata al calar del sole,
non sarei mai più stata sola con le mie parole ...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!