Se gli anziani potessero parlare!
Nel mentre stavo al parco comunale
seduto sulla solita panchina
s’è avvicinato un noto giornalista,
aveva una zelante parlantina ...
“Un’intervista a me, ma sta scherzando?
Che cosa le racconto, sto in pensione!
Le posso dir soltanto che son vecchio
e vivo in una brutta condizione!
Se vuole le racconto il mio passato,
la gioventù vissuta con timore,
la guerra che impazzava dentro Roma,
la ‘borsa nera’, i giorni del terrore!
Però non interessano a nessuno,
il giovane moderno se ne frega
di quanto era successo a quei tedeschi
trovati morti ... nel retrobottega!
Io son soltanto un vecchio rimbambito ...
le posso raccontar del carro armato
che s’è incastrato a Vicolo dei Cenci
e i danni che gli abbiamo provocato!
O quello ch’è successo al Colosseo
con i tedeschi ... e poi gli americani
che imbrattavano i muri a tutto spiano,
ridendo ... verso i poveri romani!
E quella volta a Piazza San Giovanni
che c’erano i tedeschi in ritirata
e noi gli tiravamo i sampietrini ...
fu proprio una vendetta organizzata!
Mio padre era un grande partigiano,
...allora ero ancora un ragazzetto,
in casa tutta quanta la famiglia
dormiva con le bombe sotto il letto
e coi fucili dentro al cassettone
de la serranda in camera da pranzo ...
son tutte scene tristi della guerra
ci si potrebbe scrivere un romanzo ...
In quella ‘casamatta’, all’Acqua Santa,
mio padre fece esploder l’arsenale,
ma forse è meglio che me ne sto zitto ...
non scriva queste cose sul giornale!
C’è poi il ‘fattaccio’ del boschetto sacro
con quel tedesco a far da sentinella
che m’ha puntato la pistola in fronte ...
rideva nel vedermi in tremarella!
Le dico solo questo e poi la smetto!
In casa mia dormiva un partigiano
spagnolo, coi capelli brizzolati,
quant’era bravo con la penna in mano ...,
Un giorno nel fuggir di casa in casa,
lo presero all’interno di un cassone
e insieme ad altri dieci partigiani ...
fu condannato ... a la fucilazione! ”
Il giornalista mi guardò sorpreso,
non s’aspettava questa confessione ...,
m’aveva visto qui sulla panchina
che consumavo la mia colazione ...
Mi disse: “Certamente voi anziani
serbate tante storie del passato
che fanno parte della vera storia ...,
però la stampa non ha mai pensato
di raccontare i fatti personali
di questi pensionati sempre soli
che celano i misfatti della guerra ...
e non c’è mai nessun che li consoli!
Ho registrato tutto! ... Sul giornale
domani leggeranno la tua storia,
la ricompensa a ciò che m’hai narrato,
così vivrai ... un attimo di gloria! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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