Passeggiata sul Lungomare
Commenti (2)
Bellissima metafora la vita paragonata a un mare e una rete, come pesci intrappolati che cercano di svincolarsi dalle sue maglie, la voce come ronzii che trova difficoltà a emergere, ad espandere il riflesso della propria luce in un mondo del tutto indifferente. Questo è ciò che mi ha trasmesso. Piaciuta molto. Complimenti!
Un mare di impressioni sull’onda introspettiva. Definisco così questa poesia dove l’analisi dell’intima inquietudine, le turbolenze dell’anima si contrappongono ad un “passeggiare cadenzato della gente” al “dondolare lento delle lampare”. Tra i “pensieri che galleggiano sull’acqua torbida” e il flebile lamento (“ il belar mio”) , appena percettibile nella notte, l’autore avverte un senso di oppressione, intrappolato tra le maglie della vita, come i pesci nella rete. In definitiva una passeggiata che sembra svolgersi lentamente, senza fretta, senza neppure grosse speranze di trovare una via d’uscita.

