Senza vento
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Una poesia che leggo con attenzione, mi piace quel porre lo spirito libero all'insegna di un percorso che tende a alleggerire il significato del peccato ovviamente se questo in realtà esiste.
Il vento reca lontano ciò che è intorno a noi e quello che noi affidiamo al vento: pensieri distratti, sogni, speranze. Una vaga malinconia fa da sfondo a questi versi. Rivolgersi a un dio senza che si abbia un dio, forse è insieme paura e coraggio di sentire forte la presenza di qualcosa di superiore al nostro essere umani che ci costringe a pause, a riflessioni, a porci in ascolto della parte più recondita di noi, quella che neppure noi conosciamo. Cos’è il peccato... e per chi... e dove ... e quando. Un peccato che non si vive come tale non lo è. E un vento che non c’è non può rubarci nulla. Tutto rimane con noi anche dove niente è nostro…
Quel "dio" scritto in minuscolo, già fa capire che non ti rivolgi a lui, ma più profondamente a te stessa! !! Questo ricordo ha lasciato una traccia dentro il tuo cuore ed stato anche fonte di mille domande ... ama e non pensare, il pensiero uccide i sentimenti. Comunque oltre l'aspetto emotivo, la poesia è molto gradevole.



