Bambola
Daniela Dessì
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Bambola di pezza
scucita,
con occhi cavi,
pupille roteanti come scure lame
conficcate nel buio sconvolgente,
in fondo ai vicoli isolati
dove anche i lampioni si spengono.
La tua vita spremuta
sino all'ultima goccia
scivola fra grate di fogna,
dove anche i ratti fanno compagnia
in mezzo a tanto degrado.
Capelli neri corvini
scarmigliati sulla faccia,
sono spilli di dolore fra le dita
rosse di sangue.
Bambola di pezza piegata al destino dell'insolvenza
che non paga un centesimo di felicità
per quanto speso in amarezza,
ma restituisce ingratitudine,
solo lacrime sul viso di cera
che si scioglie.
Vuoti gli occhi,
vuota la solitudine da rosicchiare
stringendo i denti come un roditore
affamato che si nasconde.
Bambola di pezza, piegata ai giorni contati,
invecchiata tra la polvere del tempo,
eri il gioco preferito da palpare,
soffice e cotonata,
morbida stoffa sporcata dal disgusto
dell'infamia.
Non esisti che nel ricordo dello spavento,
debole grido del vento
soffocato fra le gote e il fior di labbra
che imprime il tuo silenzio,
segreto inconfessato
sepolto per sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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