Il Nome
Giorgia Spurio
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Luna e carezza,
ghiaccio e oro,
il riposo che dal grembo
ha del cielo, il bisbiglio
del gelo al mondo.
Il freddo lo aveva baciato,
il singhiozzo del guerriero,
il muto eremita della neve,
ed egli lasciò la spada.
Come il viola e il suo profumo
il mare portava con la risacca
la voce di lei,
come il rosso e i suoi capelli
le conchiglie germogliavano echi
- le tante voci di lei -.
Nessun fiore incatenò il corpo,
nessuna radice fu forte da tenere
al tempo il passo,
nessun petalo cadde pesante
come il pallido velcro
- il silenzio -,
piccola madonna
tra l’aria e la pelle e la pioggia,
e l’Ombra Madre la prese
sul calesse dalle memorie.
Nella grotta bambina
la depose,
in lunghe trecce rosse
le raccolse le ciocche,
e sul volto l’accarezzò
- senza mani -,
e pazzo il guerriero
non ricorda più il nome,
il proprio, il suo,
e la cerca tra la neve,
e scava e non urla, e
scava ancora cercando
la stella in esilio,
il nome che il ghiaccio
non pronuncia, sua figlia.
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L'autore
Giorgia Spurio
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