Balla e dopo pensa

Ascoltavo e
contemplavo silenzioso
nel sentire una parte di me
essenziale trascurata, come
meditazione di un religioso
un po’ forzata.
Prendo le
mie distanze con il ballo,
se non è bello; ci vuole solo
amarlo e il massimo impegno,
la postura lo esige ... senza
commento.
Il ballo è un
delicato equilibrio tra la
perfezione, e la razionalità
del fare; ne riflette l’azione,
può diventare armonia
celestiale.
La donna che
ha scarso controllo visivo
deve aderire costantemente,
l’uomo che guida decidendo
direzioni e figure guarda
avanti.
Porgersi al
ballo è diventare tutt’uno
in quella universalità virtuoso
di quel linguaggio tanto soave,
nessun pregiudizio in quella
mia percezione.
Insieme si
diventa mare con un’onda
immensa, non essere una sola
goccia che osserva; l’influenza
alle emozioni, è una realtà
che mi fa sognare.
Si balla al di là
dei concetti e delle parole,
lo introduce nell’infinito solo
il pittore; c’è un sorriso o un
gesto, che si può restituire
all’altro.
Balla e dopo
pensa, è l’ordine naturale
delle cose con vera coscienza;
se le foglie non si muovessero
anche gli alberi sarebbero tristi,
e io, uno di questi.
©
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