Stazione di sera
alias Marina Pacifici
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Vedessi com'è silenziosa e malinconica
ora la stazione quando volge la sera
ed il tempo dei ricordi mi chiama irresistibile
con voce d'omerica sirena.
Resta desolato in attesa
il giardinetto lungo la banchina
e mesto il pergolato
a narrare d'altre stagioni,
viaggi di un tempo andato,
dei sogni di una bambina.
Fischietta un ferroviere dai binari
nell'ora serale che sento più mia.
Vanno a ritroso le lancette della memoria,
quanta nostalgia...
Vedessi come resiste e si rinnova
la stazione che amavi tanto.
Osservo in solitudine il binario
ed un saluto lontano balena in un lampo.
Ed il tuo sorriso, papà caro,
in carezza indimenticabile
torna struggente ai miei occhi
bagnati di pianto.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Giovanni Ghione26 agosto 2017
Per chi ha trascorso parte della vita al servizio delle ferrovie, alla fine della lettura della lirica brillano gli occhi nella condivisione delle stupende immagini e soprattutto nella nostalgia di una figlia allora bimba che nutre un immenso amore nel ricordo del PADRE! ELOGIO!

