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Introspezione 27 agosto 2017 · lettura 1 min · 2026 letture

Anche così si muore

Franca Merighi 502 poesie pubblicate
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E’ arrivato il mattino finalmente dopo una notte insonne e tormentata, dove si alternavano i sogni bruscamente con aspri risvegli tra le lenzuola, arrotolata Sono stanchi i miei occhi e le mie ossa prima ancor di incominciare la giornata giorni e notti con la mente agglomerata e ogni mio pensiero che s’infossa Mi domando fino a quando quest’inferno non ne posso più, mi manca il coraggio di guardare avanti, senza appoggio, o di chiedere clemenza al padreterno Agonizzano ormai le ultime stelle un’altra alba si profila sul creato, un’altra notte in questo spazio dilatato, amara è la mia bocca, duole anche la pelle...
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Commenti (5)

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Sara Acireale27 agosto 2017

Quanto pathos, quanta tristezza leggo in questi versi di alto spessore introspettivo. Può succedere che si vivono momenti (che poi sono giorni, mesi, anni) oscuri, la luce non vuole apparire e tutto appare, triste, vuoto, senza senso. Sono quattro quartine molto ben rimate che fanno percepire tutto il dolore racchiuso in ogni verso, in ogni parola...

Rosetta Sacchi28 agosto 2017

Si muore quando non si hanno più sogni né risvegii, quando la stanchezza prende le membra e l’anima, quando si resta sospesi senza saper decidere movimenti o pause, quando si hanno mille paure e manca il coraggio di guardare ad un passo da se stessi, quando intorno c’è un vuoto pieno di cose morte, compreso le stelle. Anche così si muore, dice l’autrice in questa poesia triste ed amara. Io oserei dire che, forse, solo così si muore per davvero!

M
Mariasilvia29 agosto 2017

L'anima che brama di trasferirsi in un azzurro immenso, senza le paure, le incertezze, la tristezza del silenzio notturno che nubi rincorre. Pensieri scuri che irrompono impetuosi e pesano sul cuore. Né luna, né stelle attraversano lo sguardo... lasciamo le lacrime alla notte attendendo la prima luce che nasconde le ombre di ore lunghe, pesanti e sofferte... attraverso la nebbia il sole si fa strada. Apprezzata e sentita.

a
adriana sini29 agosto 2017

Sprizza sofferenza da ogni verso, questa composizione, intima e profonda, ma anche diretta e cruda, tanto da trasmettere nel lettore la sensazione su pelle di quegli incommensurabili dolori. Meritatissimo il riconoscimento ricevuto di autrice della settimana. Buon tutto Franca

Franca Merighi20 agosto 2025

Rispondo dopo anni, durante i quali non è cambiato niente, anzi, le cose si complicano sempre più, ed io perdo sempre più forza e coraggio- Grazie a tutti quelli che mi leggono e mi comprendono