Passage
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Tutta la nostra vita è un "passaggio" - neanche un rumore di foglie sotto i piedi... dissolta l'aria in un vapore... tocchi la parola tempo e scende un vuoto... sospesa senza peso la noia non cade... di casa in casa, negli scambi di treno, tra PELLE E PELLE, per ciascuna valigia lasciata in volo con dentro i rumori del mare - È questo estratto la sintesi di ogni passaggio dell'uomo sulla terra, effimero e caduco ma nostro e prezioso con "il profilo d'ambra dei tramonti tutti".
“Appena tocchi la parola tempo…” Ecco il cardine di questa poesia. E giustamente l’autore dice la parola tempo, non dice appena tocchi il tempo. E’ in quello che non dice che si coglie il passaggio, il nostro … ma anche di tutte le cose che ci circondano, che ci riguardano, che ci appartengono. Perché in questo passaggio tutto sembra scomparire, nomi, ricordi, oblii, rumori, il tempo si fa vuoto e il vuoto lo colmiamo con l’ozio, il vizio, con la fantasia oltre la linea rossa, oltre la linea azzurra. Avvincenti questi versi, s’innalzano senza peso, raggiungono il lettore con l’ebbrezza di un volo. Un autore che sto apprezzando sempre più!


