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Comicita' 30 agosto 2017 · lettura 1 min · 990 letture

"Mo parché in parla tutt quant l’italièn? "

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Avevo una simpatica collega nei primi anni del mio insegnamento; con lei avevo fatto un poco lega, perché giovane, bella e di talento. Veniva da campagna presso Roma, ma abitava in paese casertano: innamorata era del suo idioma, poco capiva il napoletano. Sorprese un giorno quei due ragazzini nel corridoio, intenti a litigare, in una scuola che ben poco fini alunni aveva, assai restii a studiare. Entrambi esponevano le loro ragioni in un dialetto molto strano per lei, che si rivolse a uno di loro: "Ahò, ma che stai a dì? Parla taliano! "
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L’episodio riportato è vero, e il titolo della poesia (che significa: "Ma perché non parlano tutti italiano? ") è una domanda che si faceva spesso la mia nonna pesarese, quando sentiva la gente parlare un dialetto diverso dal suo o una qualunque lingua straniera: la mentalità della mia giovane e simpatica collega (di Matematica) non era poi tanto diversa da quella di mia nonna!

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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gabriele vacca4 settembre 2017

Per Antonio Terracciano. Bella a dir poco, come quelle che ci raccontavano i nonni al chiar di luna o d'inverno addossati al caminetto. complimenti.