"Mo parché in parla tutt quant l’italièn? "
Avevo una simpatica collega
nei primi anni del mio insegnamento;
con lei avevo fatto un poco lega,
perché giovane, bella e di talento.
Veniva da campagna presso Roma,
ma abitava in paese casertano:
innamorata era del suo idioma,
poco capiva il napoletano.
Sorprese un giorno quei due ragazzini
nel corridoio, intenti a litigare,
in una scuola che ben poco fini
alunni aveva, assai restii a studiare.
Entrambi esponevano le loro
ragioni in un dialetto molto strano
per lei, che si rivolse a uno di loro:
"Ahò, ma che stai a dì? Parla taliano! "
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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gabriele vacca4 settembre 2017
Per Antonio Terracciano. Bella a dir poco, come quelle che ci raccontavano i nonni al chiar di luna o d'inverno addossati al caminetto. complimenti.