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Introspezione 30 agosto 2017 · lettura 2 min · 1526 letture

In controluce

claudio coppini 284 poesie pubblicate
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Camminava sulla riva e ripensava al loro amore. Esclusivo, appassionato scombinato, speciale. Più volte gli era successo di sprofondarci dentro. Ma c’era una cosa che più di ogni altra gli ronzava in testa. Come mai non riuscisse più a mettere a fuoco il volto di lei? Nel girotondo dei pensieri si ritrovò su un tratto di spiaggia ruvida, sassosa particolare come la loro storia. Voleva capire o svoltare per non lasciare sgocciolare altro sangue. Nel ricordo, il volto, il corpo l’anima di lei si sfuocavano fino a fondersi insieme in un magma indistinguibile. Una folata di vento imperiosa, strappò via dalla mente quei visionari pensieri. La realtà di un cespuglio appuntito rotolandogli addosso che graffia la pelle fa saltare i pesci fuori dalla rete insieme ai pensieri. Chi avevo amato, mi chiesi, sotto la luce del mio amore imperfetto? Meraviglia, stupore senza delusione per non averci pensato prima. Non aggiungendo dolore a dolore. Anzi si mostrò agli occhi un fotogramma raro dell’amore, visibile solo alla curiosa lente del microscopio Tenerezza. Sollevò con cura il vetrino e osservò quel microcosmo pulsante in contro luce. Una nuova speranza con i piedi ancorati per terra e lo sguardo che puntava altrove oltre le onde, sotto un’altro cielo. C’era un’orizzonte inesplorato di noi che chiamava a sé. Non era apparsa sul display la scritta game over. Le mie braccia avevano smesso di sanguinare. Ero vivo, fiducioso pronto a ridare slancio al cammino del nostro incontro. Il volto si illuminò come quando da bambino correvo a perdifiato, felice, lungo il bagnasciuga per inseguire il magico aquilone giallo costruito insieme al babbo. Che stupore riconoscersi provare la stessa gioia dentro. Inzuppai le mani nell’ acqua marina come se volessi benedire tutto questo ben di Dio. Goccioline zampillanti, vitali idratano la pelle asciutta, polverosa del viaggio. Ora, presa una breve rincorsa ti rivedo spiccare il volo con l’aquilone giallo per mettere le briglie ai cavalli bianchi delle nuvole. Il sogno si poteva avverare. Ora puoi raggiungere, toccare, farti trasportare da quei fantastici cavalli nuvolari a zonzo nel cielo fino a domani.
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