Disperato
Proprio stamattina
pagina ho voltato
altre volte avrei sbraitato:
soliti quattro passi,
sullo stretto e disassato ponticello
che la ferrovia sormonta
e l’attenzione m’è stata rubata,
- contemporaneamente
altro veicolo incrociava
con cui già a stento passava -
per pericolo imminente
e poter sfrecciare imprudentemente,
ha lampeggiato che d’un nulla
non ci ha falciato
e lasciati sul selciato.
Limite dei trenta
arrogatosi per ruota
e baffo fatto all’obbligo rallenta,
per fermarsi all’occorrenza,
solo per sentirsi un gran califfo.
Eppur se ci pensasse
persuaso si farebbe
d’esser solo schiavo
dei suoi cinque minuti di ritardo
...e disperato.
Ma questo è il risultato
del poter creare vasto danno
e cavarsela con uno "scusate"
poi tanto ...
l’assicurazione paga.
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Commenti (1)
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Anna Rossi5 settembre 2017
La lirica sottolinea la schiavitù del nostro vivere quotidiano... la fretta... siamo così presi dall'ansia di affrettarsi per tutto che a volte mettiamo a rischio la nostra vita e quella dell'altri. Poi è facile togliersi dal guaio combinato con una semplice scusa. Un' opera che ci induce a riflettere sul nostro modo di vivere. Complimenti al poeta
