Epica
Vaibhava das Vito Parisi
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Ecco, al maniero di Monteriggioni
Manfredi entrare, è maggio, si, è il dieciotto;
sonan le trombe, a acclami, sui torrioni;
"Onore al svevo!" -trionfa, ovunque, il motto
entro la rocca, in Siena celebrata;
festa è tra i fanti, in lieto stuolo, sotto.
Escano al trotto e in forze, dall'entrata
sovra i destrieri bianchi, in l'armature;
"Porta Camollia!" ancora conclamata;
da le contrade e lor palagi, pure,
furor di stemmi, inni, processioni;
incenso, per loro opere future.
Pulpiti ardenti, vividi sermoni,
e poi, si giura tutti a la corona
del re, dal papa, da Monteriggioni.
Canti marziali da Alemannia intona,
fervente, ora, la cavalleria;
"Fortezza è una virtù!"- il frate sermona.
Ma ecco i fiorenti guelfi, a opposta scia;
"Incipit pugna!"-squillano gli ottoni.
Colpi, vessilli, morti sulla via...
...vedo, ne l'aer, di nunzi in Ciel, legioni.
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L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
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