Nel migrar dei giorni
Aurora Cantini
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Come un’edera
m’avviluppo di ricordi
e lascio che le membra
trovino un’ombra di frescura
dove smarrirsi in smorzati pianti.
Poi libero gli occhi
sui deserti sentieri
che fuggono lontano
come strisce d’aquilone
-radenti voli di pomeriggi
che hanno strattonato il tempo
e ferito il tramonto
con macchie d’ambrate pervinche
cadute tra le zolle.-
Poi libero le mani
chiuse a coppa
su quelle piccole lacrime
-velluto d’ombra che langue e freme
nell’intrico del vento
e consola altre lacrime
come rugiada sul boccio.-
Verde l’edera alfin
m’arrenderò al migrar dei giorni
nascosta allo smarrito passo
una pervinca d’ambra
in un fragile eco di attese
alla primavera.
©
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L'autore
Aurora Cantini
Poetessa e scrittrice di storie create sul selciato o ascoltando i suoni del bosco già da bambina, divido la mia vita tra la Media Valle Seriana e l’Altopiano Selvino Aviatico, Orobie bergamasche. La poesia mi ha sempre attratta, così come la scrittura. Infatti fin dalle elementari scrivevo poesie, anche su richiesta
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