Hung on a wire

Sempre appeso a questo filo
tra la luna e la mia terra
come il tappo di una stilo
chi mi lascia e chi mi afferra.
Sempre appeso e mai abbracciato
una magra ostentazione
mezzo figlio in comodato
tra una zebra ed un leone.
E sedicenne canto a più non posso
su questo palco nudo e senza affetti
con la chitarra madre e dentro un fosso
l’amore miscelato coi dispetti.
Sempre appeso notte e giorno
oggi a casa e poi domani
sia all’andata che al ritorno
sono vuote queste mani.
Sempre appeso e mai giocondo
giù in cantina e su in mansarda
gira e canta gira in tondo
questa vita mia bastarda.
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L'autore
Jo Kondelli Ghezzi
Ho quasi sedici anni, vivo dalle parti di Chiavenna, sono uno studente liceale, ho un complesso musicale di cui sono paroliere, suono la chitarra e mi diverto a scrivere poesie per me e giochi di parole, per puro divertimento e non credo di essere molto interessato al mondo della poesia.
Commenti (1)
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RitaLM16 settembre 2017
Di storie come la tua, se è vera, ce ne sono a centinaia e nessuno fa niente per riparare il danno fatto.