Pianosequenza in introspettiva
Ferny Max Curzio
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Stasera mi scopro
sono sempre lo stesso
e mi spiace vedere
che è tanto ormai
che nulla si rinnova in me
fuorché il dolore
di vivere
come un randagio dell’amore
un mendico del successo
un fallimento d’uomo
che non riesce
a trovare se stesso
Ma in queste ombre
smarrite d’esistenza
ci scorre pure
una vena di speranza
la quale sai
è l’ultima a morire
e so che qui
ci posso trovare
il mio riscatto
il coraggio di vivere e lottare
per qualcosa che vale
che io possa amare
con tutto me stesso
Sì perché
dalla mia vita
ci voglio ancora
un po’ di sole
prima che la sera cali
fra i rossi bagliori
d’un tramonto
a seppellire il corpo
consumato e stanco
Vorrei allora
che Natura insuperbisse
al ricordo
di quello che le ho dato
e che stendesse
per un breve istante
un velo azzurro
su tutte le tristezze
E poi un pianto
sulla terra si levasse
dolce e tranquillo
per andar lontano
ma come un canto di vittoria
a dire a tutti
che anch’io ci sono stato
E così
mi lascerei andare
fra le sue braccia di madre
con la gioia di tornare
a quei misteri dell’universo
mai disvelati
alle bellezze
della notte stellata
e a tutte le infinite
meraviglie
che il mio cuore
ha immaginato
durante i sogni
della calda estate
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L'autore
Ferny Max Curzio
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Letta con vero interesse e piacere. (Alberto De Matteis)
. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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M
Mara6011 novembre 2007
Poesia personale, armoniosa, con tempi e struttura da ballata.
