Umile
Daniela Dessì
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Scarpe rotte ai piedi,
freddi e sudati,
han perso sensibilità.
Cammina passo svelto,
senza guardarsi attorno,
in mano i libri di scuola,
con il peso nella mente di una nottaccia in bianco.
Compiti lasciati a metà
sotto una fioca lanterna allo scoccar della tarda ora
mentre tutto è silenzio.
Lontano il romorio ad affaccendar
occupazioni giornaliere,
stancando le braccia in forzato lavoro.
Poi che giunto il sospirato tempo
di addentrarsi in amabili letture,
l'alba di luce affresca l'aria mattutina,
si posa sugli occhi stanchi.
Spedito passa il treno alla fermata,
sali e scendi,
ad affrettarsi i giorni
scorrendo da un finestrino a gran velocità.
Passati son gli anni,
invecchiati in triste frangente disagiato,
dove miseranda povertà disattende
illusioni.
Giovane speranza d'allora
armò alta bandiera sopra lo sguardo,
pur guerriero e indomito l'animo
si piegò all'imperscrutabile destino.
Eppur l'ingegno sopravvive,
forte e ribelle
ad ogni smacco,
costruisce solida armatura.
Sfumati ricordi di solare ragazza,
rimane la voglia di accrescere
l'immenso bagaglio dell'esistenza,
mai vana,
finché vissuta nel suo più alto valor,
ripaga di ogni sforzo,
nobilita il cuor generoso.
.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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