Quale Donna

Il respiro arranca.
Sento il profumo dei pini
una nota blanda.
Un cenno dolente
il decollo maestoso
di una nota imponente
nel cadere per terra
in un largo di niente
il sangue racconta
tutto il mio ardore
mentre rinasco
c'è un abbagliante spendore.
Quando cammino mi affido
al pensiero irreale
che con grande tumulto
si confonde con il maestrale
e un uomo mi dice
cara bambina
cammina per terra
che è già Natale.
Il mio corpo da morta è un grande indizio
perché i lupi mi trovano
ma poi rivanno all'inizio,
c'è un lupo grande e sempre incoerente
poi ce n'è un altro un po' attraente
ma non c'è traccia della mia morte
ma perché forse sono un serpente
che è morto da sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!