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Ribellione 12 settembre 2017 · lettura 3 min · 976 letture

Odoacre

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Figliuolo di Erda, di Skuld, di Brunnhilde, il lupo della steppa, Odoacre, avanza. Acre è il fumo dei campi bruciati dalle Norne. Con la lancia Wotan osserva, Wotan guerriero, artefice dei Wälsi, Wotan che nel Vallhalla l'oro di Roma vuole!... Siamo alle porte! Cantava un bardo il tramonto di Roma, chioma ululante d'arpa in mezzo al vento nel banchetto dei prodi. Di Vesta il fuoco nell'alba si spegne, sùbito vengono dopo la Luna, le ombre, il vento, le urla, burla di braccia assassine e d'usberghi, alterchi della Morte. Con calma l'orda pei fori procede, incede il re dei Goti vagabondi. Le onde del Tevere inneggiano al sangue. Siamo alle porte! Fumano i ponti, tremano le chiese, i bei templi abbandonano gli Dei possenti. I rei si rifugiano lungi. Fuggi, Romano!... Siamo alle porte! Odoacre incede nel tempio di Vesta; mesta il peplo si scioglie una fanciulla i seni disvelando all'invasore, e muore la vergogna di una vergine. 《 Vestale, donna! perché ti denudi?》. 《 Portami schiava alle tue tende. Serva!》 《 Sei troppo bella, sei giovine tanto, gareggi con le Ninfe del Danubio... Io barbaro non son, anch'io Romano; va'... ti rivesti! Ti dò Libertà!》. Siamo alle porte! Piange il fanciullo col serto dorato, Fato contrario gli diede l'Impero, trema ha paura, si nasconde e pallido i Martiri egli invoca e prega Dio, fio, oh Nemesi, oh Romani! su', pensateci! Siamo alle porte! Odoacre avanza. La sala regale muta è una tomba di un lezzo vermoso. Oso! 《 Chi piange?》. Silenzio intorno... 《 Chi piange?... Fanciullino, non temere! Roma è ormai d'altri Romani più nuovi!... Iddio lo volle!》. Romolo appare, s'inchina, si prostra, mostra al guerriero l'affetto d'un figlio, il periglio è finito. Egli l'abbraccia... sorride, è buono. Tuona il re 《 Roma è tua!》. Siamo alle porte! Dönner procede trionfante sul carro, ogni Valchiria fa un cantico a Wotan, Frey, il guerriero, proclama Vittoria. Le onde del Reno del freddo Danubio mandan le Ninfe nel Tevere mite, e Freya si spoglia, gareggia con Venere, santo un prevosto converte a Gesù. Passa Alarico tradito dai patti, fatti di sangue pe' un calle di terra... Attila scorre tra peste e guerrieri, più neri i nembi di Furia divina... Gensèrico urla, rapisce distrugge, rugge l'onore, di Roma non fida. Passa il flagello, il sereno si schiude, Roma sì rude nel fuoco non è. Roma è caduta!... Siamo alle porte! Mandiamo all'Oriente or queste insegne, degne di Cesare, il grande di Gallia! nessun sul trono, come imperatore, qui siederà! Ma Odoacre figlio del sapiente Froh ne conia una moneta. Roma è eterna! Tutti gli Imperi muoiono, rivivono nei Canti!... Siamo alle porte!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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