I dispersi
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Il verso iniziale parla di vita, benedice le cose circostanti. I successivi tre versi aprono ad un ventaglio di riflessioni. Una fantasia molto ben calata nella realtà
Io ci vedo, ancora in chiaro, una giornata settembrina, con il chiacchiericcio nel viale sotto gli alberi, i cani, le aiuole, i muretti, tutte comparse di contorno, non ancora entrate, ma imminenti e adiacenti, nella notte sconcia del mercato del sesso a pagamento, nel parcheggio dell’amore "a sé stante".


