Nel chiarore

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (6)
un'armonia interiore che nasce spontanea osservando la volta celeste versi intensi e molto belli che ci portano ad esser un tutt'uno con il firmamento elogio al poeta
Mi capita, a volte, di notte di alzare gli occhi al cielo e osservare le stelle. Mi emoziona quel ricamo di stelle e, in quel momento, tutto scompare: i crucci e gli affanni del giorno spariscono e resta soltanto la bellezza, il fascino del cielo stellato e immagino una magica danza fra le stelle e la luna Penso che dovremo alzare gli occhi al cielo più spesso per elevarci spiritualmente e ritrovare la calma...
Lo sguardo si perde, si cercano ricordi, risposte, è così bella la volta celeste. Un punto d’unione che pacifica e ci riconsegna interiormente al suo creatore.
Il miglior commento a questo breve ma intenso e profondamente intimistico componimento mi par di farlo con le parole di Kant: "Due cose riempiono l'animo di crescente meraviglia e timore...: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me". Occorre osservare più spesso quella volta celeste per entrare nell'intimo della nostra coscienza. Diventeremmo tutti più buoni.
Fissare il tramonto è riporto di ricordi lieti, che invitando a sognare. IO, poeta, tutte le sere, aspetto il saluto del sole, è gioia e poesia!
Un pianto fecondo... già l'inizio di questa poesia ti rapisce, in questa cornice, la luna, le stelle che accolgono i nostri ricordi e nel contemplare questa meraviglia notturna affidiamo i nostri sogni e il nostro pianto nell'attesa che venga ascoltato. Meraviglioso testo. Complimenti autore della settimana






